Psicoterapia Breve Strategica


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La Psicoterapia ad Approccio Strategico si occupa delle funzionalità del comportamento all’interno delle relazioni che la persona ha con se stesso, con gli altri e con il mondo esterno. Quello che si cerca di comprendere è il funzionamento “patologico” dell’ individuo. Ciò che fa la Psicoterapia Breve Strategica è quella di individuare le strategie messe in atto dal paziente ritenute disfunzionali che tendono a mantenere in vita il problema. Bisogna individuare il sistema percettivo- reattivo del paziente, lavorare sulle sue tentate soluzioni per far fronte al problema, le quali si rivelano disfunzionali alla risoluzione dello stesso. Attraverso un lavoro terapeutico strategico si giunge a modificare queste tentate soluzioni mettendo in atto dei comportamenti più funzionali. Le strategie messe in atto dal terapeuta portano a dei cambiamenti modificando l’organizzazione relazionale emotiva e poi quella cognitiva da cui si origina il disturbo.

La Psicoterapia Breve ad Approccio Strategico tende a cambiare la situazione problematica partendo da un’esperienza emozionale correttiva ( Franz Alexander, 1946), dove la persona vive l’esperienza nel concreto provando un’emozione correttiva che  successivamente porterà ad un cambiamento a livello cognitivo, cambiare prima l’agire e poi il pensare. Rendere il paziente consapevole razionalmente del cambiamento determinerebbe il suo non verificarsi, perché la consapevolezza genera resistenza al cambiamento.

“ Ogni sistema, per il principio dell’omoestasi, resiste al suo cambiamento. Il renderlo consapevole del cambiamento, prima che questo avvenga, significa mettere in guardia il sistema”. ( Nardone, Watzlawick. 1990).

Attraverso le tecniche di neuroimmagine ( PET, f MRI, NIRSI, SPECT)  si è potuto dimostrare come la psicoterapia attraverso le modifiche del sistema percettivo- reattivo del paziente porta alla modifica anche delle strutture neurali rendendo il cambiamento stabile e duraturo.

Il linguaggio strategico è differente dalle altre psicoterapie, perché l’intervento dello psicoterapeuta è attivo alla relazione psicoterapeutica. Il linguaggio è qui definito suggestivo ed ingiuntivo, il terapeuta fa si che il paziente arrivi a mettere in atto dei comportamenti fini al cambiamento, attraverso strumenti che lo stesso paziente ha a disposizione ma che non ha mai utilizzato in precedenza. Inoltre, utilizzare lo stesso linguaggio del paziente porta è una sensazione che lo fa sentire sicuro e capito, instaurando così un rapporto di fiducia che rappresenta una premessa fondamentale per un buon esito della terapia.

La suggestione è un mezzo per aggirare la resistenza al cambiamento, spesso il paziente non vede la soluzione del problema che è proprio lì davanti a lui. A tal proposito vi riporto una storiella citata da Paul Watzalawick nel libro “ Istruzioni per rendersi infelici” (1984):

 

Un poliziotto, durante la sua ronda notturna, vide un uomo ubriaco che cercava qualcosa sotto un lampione.

«Che cosa sta cercando?».

«Le chiavi di casa».

«Le ha smarrite qui?».

«No, laggiù».

«E perché le cerca qui sotto il lampione?».

«Perché laggiù è troppo buio, mentre qui c’è una buona luce».

 

Questa storiella ci porta alla luce come molto spesso durante la nostra vita cerchiamo la soluzione ai nostri problemi dove non la troveremo mai, avviandoci sempre di più verso l’essere infelici. Quello che ci propone la Psicoterapia Breve Strategica è la visione del mondo, della nostra vita, delle nostre esperienze sotto altri punti di vista.